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Twitter. Una parola onomatopeica che ricorda il cinguettio veloce e frequente degli uccelli. E guarda caso ciò è esplicitato dal simbolo del Social Network numero 2 al mondo, un uccellino stilizzato.
Navigando su Facebook ultimamente noto tante “migliorie” e rivoluzioni: le traduzioni automatiche alle PagineFan, il profilo che ormai è un Diario, la possibilità di convertire il profilo aziendale in FanPage e gli aggiornamenti che puoi seguire anche se non sei “amico” ufficialmente. Noto però un diverso comportamento degli internauti nei confronti di Facebook che potrei riassumere nella parola meno. Meno interazione, meno approfondimenti, meno spontaneità. Posso ipotizzare che il Social Network più (blu) famoso del mondo stia ormai diventando un elemento scontato nella vita di chiunque – e con scontato non intendo poco importante ma, al contrario, affermato.
Proiettandomi verso il nuovo e guardandomi attorno ecco che il Tweet guizza inaspettatamente e prepotentemente ai miei occhi di communication-hunter. Social Network ormai affermatissimo in America e in via di espansione anche in Europa, e quindi anche nella penisola più problematica della storia, presenta numerosi aspetti positivi che mi fanno pensare a questo 2012 come ad un anno pieno di cinguettii.
Gli #hashtag, questi sconosciuti.
Gli hashtag aiutano a “classificare” meglio un tweet e vanno utilizzati prima di una parola considerata “chiave” o “importante”. Si riconoscono perché davanti alla parola “chiave” c’è un # (cancelletto). E’ a dir poco geniale! A livello informativo e di cronaca aggiungere un #hashtag ad un tweet significa catalogare ed evidenziare l’argomento del tweet, questo aiuta il lettore a capire a colpo d’occhio la natura dell’informazione. Per il giornalismo è davvero un ottimo strumento. Ma ha un lato estremamente divertente che può sollevare il livello di esperienza di ogni tweet, intesa come esperienza giocosa. Funzionano come dei tag e come tali possono assumere la forma che vogliamo all’interno della frase.
Utilità e divertimento li rendono uno strumento di grande attrattiva. Tanto che anche Google+ ha aggiunto (copiato?) questa funzionalità (evviva l’inventiva)
I 140 caratteri. Come un sms.
Eh già. In tanti lo danno per scontato, molti lo considerano un malus, come si fa ad esprimere un concetto in 140 caratteri? Aiuto!!! Ma quando si scrive un sms ci si fanno problemi? La formula ridotta permette di accendere il cervello e cogliere il succo del discorso in poche battute. In termini di tempo ne giova sia chi scrive sia chi legge. Poche parole ma brillanti. E’ indubbio che scrivere un tweet è più articolato che scrivere uno status su Facebook ma qualitativamente si raggiungono livelli più alti ed interessanti.
Aggiungiamo il fatto che ad ogni tweet puoi aggiungere il già citato #hashtag ma anche il rimando @nomedestinatario rendendo il tweet un vero e proprio messaggio indirizzato ad una persona in particolare, beh il gioco è fatto! L’evoluzione più prossima è la morte degli sms per un più dinamico, veloce e divertente scambio di tweet in tempo reale!
TwitPic e anche l’immagine è sistemata
Se qualcosa mancava a Twitter era la possibilità di avere una photogallery. Condividere con gli amici le foto cui siamo affezionati è ormai diventato basilare per un Social Network, la potenza della comunicazione visiva – coglibile a colpo d’occhio – è indiscussa. TwitPic è un servizio che permette di collegare comodamente il proprio profilo Twitter alle foto in upload sulla piattaforma. Tutte le immagini compariranno sulla colonna di destra del proprio profilo Twitter ed è possibile visualizzarle in un bel plugin a fondo scuro!
Ultimo, ma non per questo meno importante, punto forza di questo cinguettoso Social: la privacy
Eh si, l’aria divertente che si scioglie sullo scheletro formale di Twitter non soffoca il rigore di base che prevede i 140 caratteri. Anche la propria bio non deve superare la lunghezza di un sms ed ecco che vengono fuori le più strane, sorprendenti e creative frasi mai lette! Ciò che è dato sapere agli altri è solo informazione e non futili “info” che svelano al prossimo più di quanto vorremmo.
Insomma cinguettare è bello! Se pensiamo inoltre che Facebook ha copiato di sana pianta la possibilità di “Seguire gli aggiornamenti” di una persona pur non essendo amici – andando contro la propria stessa natura se ci si fa caso (evviva l’inventiva 2 la vendetta) – penso sia piuttosto indicativo che la formula Twitter dia come risultato una bomba piumosa e svolazzante carica di informazione, tempi rapidi come uno sbattere d’ali e un innalzamento della qualità oltre le nuvole!
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